1° passo per fare carriera: ELABORA IL TUO PIANO DI SVILUPPO PERSONALE.

Angelo Emidio Lupo
QUESTO E’ IL PRIMO DI SETTE  POST IN CUI TI INSEGNERO’ AD UTILIZZARE L’ENERGIA CHE HAI DENTRO DI TE PER INDIRIZZARLA VERSO UN PRECISO OBIETTIVO: LA TUA CARRIERA. IMPARERAI A MUOVERE GUERRA A TE STESSO E ALLE TUE CREDENZE AUTOLIMITANTI.
Scoprirai che con piccoli accorgimenti farai passi da gigante, Passi che ti porteranno a compiere quel salto di qualità necessario al raggiungimento dell’obiettivo prefissato. 
Innanzi tutto ti dico che non c’è risultato se non c’è azione!  L’articolo è diviso in sette passi da seguire per fare carriera: leggi prima tutto l’articolo per avere una visione d’insieme, poi leggi un passo alla volta, rifletti e infine agisci.
Ricorda che non c’è risultato se non c’è azione.

ELABORA IL TUO PIANO DI SVILUPPO PERSONALE.

La cosa più importante è sapere dove stai andando. Se non hai un obiettivo non farai le scelte giuste e sarai vittima delle emergenze quotidiane. Lewis Carroll in Alice nel paese delle meraviglie spiega bene questo concetto. Alice chiede al gatto: «Mi dici per favore quale strada devo prendere?» Il  gatto risponde: «Dipende da dove vuoi andare». Alice ribatte: «Non mi interessa tanto dove» e il gatto replica: «Allora non importa quale strada prendere».
Sai qual è la strada che devi percorrere? Se la tua risposta è no, devi assolutamente fermarti a riflettere. Se non miri a qualcosa non colpirai mai nulla!
Elabora il tuo piano di sviluppo personaleChi nella vita ha fatto carriera sapeva benissimo dove voleva arrivare e quale strada percorrere. Nel suo piano ha inserito anche il fattore tempo: sei mesi, un anno, cinque anni, dieci anni. Inizia a fissare il tuo obiettivo a lungo termine: cosa farai fra cinque anni, e fra dieci? 
Non ci hai mai pensato? Non preoccuparti, sei in buona compagnia: tanti falliscono perché non hanno un piano di sviluppo personale, sono in balia delle emergenze quotidiane, viaggiano a vista, senza inserire il pilota automatico, perché non sanno che direzione prendere. 
Ma tu oggi puoi cambiare rotta e dirigerti verso il tuo sogno. Ogni tuo sforzo deve essere teso al raggiungimento del tuo obiettivo. Non aver paura di esprimere un obiettivo ambizioso: parliamo del tuo sogno e come tale non ha limiti.
Il tuo obiettivo lo devi esprimere in maniera positiva, dire «Non voglio più fare questo lavoro» non è un vero obiettivo. «Voglio dirigere il settore marketing» invece è un obiettivo, ma va espresso con maggiore dettaglio per essere ben definito. 
Se dici «Voglio guadagnare di più», l’obiettivo è posto in positivo però è generico e un obiettivo per essere tale deve essere specifico. Altra  caratteristica è la misurabilità; se fai o no dei progressi devi saperlo, devi poter intervenire in corso d’opera e aggiustare il tiro. 
Deve essere attraente, perché nei giorni difficili la motivazione gioca un ruolo fondamentale per non farti abbandonare il tutto.
Nel porti l’obiettivo devi sognare, ma allo stesso tempo devi pensare se è un obiettivo raggiungibile, sfidante sì ma anche e soprattutto raggiungibile. Nel fissare un obiettivo tieni sempre conto del fattore tempo. In quanto tempo vuoi raggiungere il tuo obiettivo? Se trascuri il fattore tempo, l’obiettivo si trasforma in un buon proposito. La gente è piena di buoni propositi, ma vuota di disciplina e tenacia.
Ora andiamo al punto successivo: devi definire con precisione il tuo ruolo all’interno dell’azienda. Vuoi essere uno specialista, oppure un comunicatore? Forse sei più portato a fare l’amministratore o sei un moderatore? Il ruolo che oggi svolgi è quello che desideri tu o quello che desiderano i tuoi colleghi o capi?
Il ruolo che ricopri comporta degli obblighi nei confronti dell’azienda, dei colleghi e dei capi. Il ruolo è importante perché è legato allo status. Lo status ti dà dei benefici. Per ogni status vi sono più ruoli, ad esempio lo status di direttore vendite comporta i ruoli di coach, di coordinatore, di valutazione, di lavoratore di squadra. 
Nella mia vita recito più ruoli, a casa svolgo il ruolo di marito, padre e uomo di casa, al lavoro di lavoratore di squadra e plasmatore, nel tempo libero gioco a fare lo specialista: studio in profondità gli argomenti che mi appassionano.
L’azienda ti affida un compito e ti dà un ruolo; pensa se quel ruolo può farti crescere. Se la risposta è no, cerca un ruolo che al momento in azienda manca, diventa il più bravo e inizia a recitare il nuovo ruolo affiancandolo a quello che già occupi. Così facendo ti creerai uno status più elevato.
 
Per fare ciò devi conoscere i tuoi punti di forza e di debolezza. Se all’interno del tuo team di lavoro sei uno specialista, l’essere pignolo, attento ai dettagli e perfezionista sono punti di forza, ma se occupi il ruolo di diplomatico sono dei punti di debolezza.
Devi ideare una tua strategia. Ogni cosa prima di essere realizzata deve essere immaginata e ideata! I grandi generali della storia, prima di muovere guerra ai nemici, studiavano il terreno, i punti di forza e di debolezza del nemico e delle proprie truppe, le vie di fuga, il morale degli uomini. Tutti fattori che servivano per formulare una strategia vincente. Prendevano in considerazione ogni minimo dettaglio. 
Napoleone Bonaparte immaginava la battaglia dall’inizio alla fine. Creava nella propria mente un film che avvolgeva e riavvolgeva, poi riuniva i suoi generali e spiegava loro la strategia nei minimi dettagli, fino ad arrivare alla resa dei nemici e ai trattati che avrebbero sottoscritto. Anche tu ora devi ideare la tua strategia per raggiungere la posizione a cui aspiri. 
Per fare ciò hai bisogno di allargare la tua visione attuale che è ridotta dalle difficoltà quotidiane, dalle emergenze, dal reagire soltanto al presente. Dovrai proiettarti nel futuro, immaginarti le varie tappe da percorrere e la vittoria da conseguire. Chiedi sempre di più a te stesso, allarga l’orizzonte della tua prospettiva e guarda il mondo con occhi diversi, non per vedere le cose come speri che siano ma per come potrebbero realmente svilupparsi.
Devi redigere un piano operativo. Questo è un passo fondamentale del piano di sviluppo personale. Qui si incontrano le idee e le azioni, o meglio le idee devono essere tradotte in azioni. Hai sicuramente sentito dire: «Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare», oppure: «Passare dalle parole ai fatti». 
Chi pronuncia tali frasi, sovente lo fa per evidenziare la discrepanza che esiste tra buoni propositi e azioni. Eccoti al dunque, di fronte ai tuoi propositi, con le tue abitudini, le tue credenze; piccino, come Davide, affronti Golia. In questo caso Golia rappresenta le tue insicurezze.
Potremmo definire questo punto come la fase della concretezza. Dato l’obiettivo principale, spezzettalo in tanti mini obiettivi e per ognuno devi assegnarti ruoli, compiti e competenze. Il tempo è il fattore principale: la data di inizio e fine deve essere sempre indicata.
Come fai a capire se stai andando nel verso giusto? Per capirlo devi controllare e monitorare l’avanzamento del piano. Ogni fine settimana dedica un’ora di tempo alla valutazione dell’avanzamento del tuo piano. Non ti nascondo che molte persone si fermano qui: si danno obiettivi raggiungibili, scrivono un piano operativo dettagliato, studiano e acquisiscono nuove conoscenze, però non verificano se stanno procedendo secondo i piani prestabiliti. Misurarsi è di importanza vitale e per farlo ci vuole autodisciplina.

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