Il falso mito della rappresentanza nelle democrazie

L’articolo 1 della Costituziona Italiana recita: “La sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”.

Ma quali sono i limiti che impone la costituzione? E’ possibile esercitare una sovranità con dei limiti? Inoltre, come fanno circa 50 milioni di persone a esercitare la sovranità riunendosi in assemblea?
Il metodo più utilizzato è quello detto di “rapresentanza” cioè il popolo sovrano attribuisce poteri di decisione a organi costituzionali che vengono eletti dai cittadini italiani. Questi organi, forti del voto, prendono decisioni in nome del popolo italiano.
Ma questa rappresentanza politica ha veramente radici nella realtà o è solo una trovata ideologica?
In realtà, cos’è la rappresentanza? Cosa succede quando il decido di farmi rappresentare da un’altra persona in un affare privato?
Se ad esempio voglio vendere un bene e indico a rappresentarmi una terza persona, questa rappresentanza produce per me effetti giuridici sia a mio favore che a mio discapito. Per questo motivo io do al mio rappresentante delle indicazioni precise che dovrà seguire pena l’invalidità degli atti da lui compiuti. Cioè il rappresentante non potrà agire fuori dal mandato che gli ho conferito.
Cosa succede invece nel caso politico? I politici hanno dei poteri che sono fissati direttamente dalla Costituzione e dalle leggi (che loro stessi promulgano) che non vengono conferiti dal popolo. Non solo, oggi come oggi, chi elegge i politici non può scegliere tra 50 milioni di persone ma deve farlo in base ad una ristretta rosa decisa da un segretario di partito. A queste persone il cittadino non può dare un incarico preciso e definirne ipoteri. 
L’art. 67 della Costituzione Italiana  dice che “ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato”. Da notare che “rappresenta la nazione”, nemmeno il popolo.
Noi popolo italiano siamo uno strano sovrano: ci limitiamo a scegliere coloro che eserciteranno il potere tra un o sparuto gruppo di persone, nominati da un capo di partito, senza poi poterli né controllare, né indirizzare.
Anche un altro fattore è molto importante in questo comuffamento di rappresentanza: il tempo. Noi popolo italiano possiamo avvalerci della nostra sovranità ogni cinque anni.
Ecco perché le leggi elettorali sono importanti e anziché andare in piazza per la squadra del cuore, dovremmo andare in piazza per far valere i nostri diritti.

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