
All’inizio di un progetto sembra sempre di trovare il tempo. Hai un’idea che ti interessa, cominci a vedere ciò che potresti realizzare e ogni occasione è buona per occupartene. Poi arrivano le giornate piene, le difficoltà che non avevi considerato e quelle attività necessarie che hanno ben poco di entusiasmante. Il risultato è ancora lontano e ciò che prima facevi volentieri comincia a pesarti.
Ti è mai capitato di pensare che avresti ripreso appena fosse tornata la voglia?
Il problema è che, nel frattempo, il progetto resta fermo. E più passa il tempo, più può diventare difficile rimetterci mano, perché al lavoro da fare aggiungiamo anche il dispiacere per averlo lasciato indietro.
Quando mi trovo con meno entusiasmo, torno al motivo per cui ho scelto quell’obiettivo. Cerco di capire se quello che voglio costruire ha ancora valore per me, ma anche che cosa mi sta frenando. A volte il risultato sembra troppo lontano; altre volte manca semplicemente un’indicazione chiara su che cosa fare adesso.
Questa distinzione conta. Se non so da dove riprendere, continuare a chiedermi di essere più motivato serve a poco. Mi è più utile fermarmi e scegliere un’azione precisa, che trovi spazio nel tempo che ho davvero a disposizione.
Penso al lavoro sul mio sito, dove sto costruendo uno spazio che unisce crescita personale, organizzazione, marketing e intelligenza artificiale. È un progetto che comprende tante attività diverse e che richiede ancora lavoro. Posso scrivere un articolo, rivedere un testo, migliorare una funzione oppure rendere più chiaro il percorso per chi arriva.
Se guardo tutto insieme, vedo soprattutto quanto manca. Quando invece individuo un intervento e lo porto a termine, posso riconoscere il contributo che ho dato al progetto. Non significa che ogni cosa sia risolta, ma che una parte ha preso forma.
Per me la costanza passa anche da qui: sapere a che cosa dedicarmi e completare quel passaggio, senza pretendere di affrontare ogni volta l’intero progetto.
Pensa a quando devi preparare una proposta di lavoro. La rimandi perché sai che richiederà attenzione e, nella giornata, non trovi mai il momento adatto. Se però definisci un compito più circoscritto, come chiarire l’esigenza del cliente o mettere in ordine i punti da presentare, hai qualcosa su cui puoi lavorare anche in uno spazio limitato. Alla ripresa successiva avrai una base da cui continuare.
Naturalmente dobbiamo essere sinceri con noi stessi anche sul tempo. Se oggi hai dieci minuti, puoi decidere come usarli. Se ne programmi sessanta sapendo di non averli, rischi di arrivare a sera con un altro impegno non rispettato e la sensazione di non aver fatto abbastanza.
È una sensazione che merita attenzione, perché noi spesso passiamo troppo in fretta dai fatti ai giudizi sulla nostra persona. Saltiamo un appuntamento e pensiamo di non essere costanti; lasciamo incompleta un’attività e ci convinciamo di non saper portare a termine nulla.
Ma un appuntamento saltato racconta che quel giorno qualcosa non ha funzionato. Per capire che cosa, occorre guardare le circostanze: forse l’orario era poco adatto, il compito era troppo ampio oppure è arrivato un imprevisto. Da queste osservazioni puoi ricavare una correzione. Dal giudizio su te stesso, invece, rischi di ricavare soltanto altro scoraggiamento.
Se salti un giorno, riparti dall’appuntamento successivo. Poi valuta se il programma ha bisogno di essere rivisto.
Un esercizio semplice è scegliere un obiettivo e dedicargli dieci minuti al giorno per una settimana. Prima di cominciare, stabilisci che cosa farai in quei minuti: scrivere un paragrafo, studiare un argomento preciso o completare una piccola parte del lavoro. Alla fine annota ciò che hai fatto, in modo da poterlo rileggere.
Non occorre rendere complicata anche questa verifica. Bastano poche parole che ti aiutino a ricordare il lavoro svolto e l’eventuale difficoltà incontrata.
Dopo sette giorni avrai qualche elemento concreto su cui ragionare. Potrai vedere se l’impegno era sostenibile, quale momento della giornata ti ha permesso di rispettarlo e che cosa sei riuscito a completare. Magari scoprirai che devi cambiare orario o ridurre il compito. Oppure che puoi continuare così.
L’entusiasmo può accompagnarti, ma ci saranno giorni in cui sarà meno presente. In quei giorni mi aiuta avere una direzione e sapere qual è il prossimo passo. È su quel passo che posso intervenire oggi, con il tempo e le energie che ho.